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Il Comitato scrive una LETTERA APERTA per chiedere aiuto. Così non si può continuare!!

VIA SACCHI: ha ancora un senso lavorare per il suo RILANCIO?

Due anni e mezzo fa abbiamo dato vita al Comitato Rilanciamo Via Sacchi per provare a trovare nuova linfa e progettualità in uno spazio urbano di rara bellezza ma lasciato all’incuria e falciato dalla crisi commerciale come troppe altre vie di Torino e, soprattutto, senza rappresentanza sui tavoli delle Istituzioni.

Con buona volontà ed entusiasmo abbiamo fondato il Comitato per raccogliere idee, far ripartire il commercio e portare avanti progetti di rilancio: dalla pulizia collettiva all’inserimento di via Sacchi nel panel di eventi della Città, dal coinvolgimento anche grazie a Fondazione Contrada nel Progetto Portici all’impegnativa azione di contatto e animazione degli amministratori di condominio per la tinteggiatura dei sottoportici. Forse avremmo potuto fare meglio e di più ma è anche vero che ogni intervento volontario e spontaneo porta sempre con sé la fatica e l’onere di far convivere questo desiderio di prendersi cura con il personale lavoro di ogni giorno e lo sforzo, a volte davvero immenso, di far partecipare anche altri e tenere alto l’impegno e l’attenzione di tutti!!

Non ci sono solo ombre. Anzi!! A un certo punto abbiamo anche raccolto ottimi e incoraggianti risultati. Numerose serrande si sono risollevate, i media hanno acceso un faro sul programma di rilancio, alcuni progetti hanno preso vita e le Istituzioni ci hanno inserito nella loro programmazione, soprattutto culturale. Ma poi, nell’ultimo anno, ci siamo resi conto che la semplice buona volontà non è più sufficiente e recenti accadimenti, decisamente spiacevoli, ci hanno condotto a una amara constatazione: senza interventi risolutivi da parte delle Istituzioni deputate (Città in primis) per assicurare decoro e pulizia e, soprattutto, contrastare situazioni che generano insicurezza e frustrazione mista a rabbia nei cittadini, non si va da nessuna parte. Anzi, si rischia di vanificare tutto e andare a sbattere!!

Ecco solo alcuni degli episodi più recenti che hanno causato questa amara riflessione:

  • in uno degli isolati tra i più problematici per il numero di serrande abbassate (e anche per la presenza dell’asilo notturno sul lato ferrovie), circa un anno fa, una delle serrande si è risollevata e si è insediata una scuola di lingue; una realtà davvero interessante che fa anche attività culturali, che anima la via attirando giovani e che tiene aperto lo spazio anche in orario preserale o il sabato. Che bella notizia. UAO!! Tutto perfetto verrebbe da dire.. e invece NO!. Da settembre 2018 il senza fissa dimora che da anni sostava nell’isolato (oggetto di svariati esposti senza risultati) ha scelto di prendere domicilio proprio accanto alla loro porta di ingresso, ammassando anche numerosi bagagli ogni sera dalle 17 in poi (esattamente l’orario delle loro lezioni). Si sono dunque susseguite da parte del Centro culturale gentili e accorate richieste al Comitato, al fine di intercedere con le forze dell’ordine per capire come allontanarlo; richieste di cui ci siamo fatti carico inoltrandole via email e telefonando al Contact Center della Polizia municipale. Nulla è successo fino a poche settimane fa quando dal Centro (perché a noi il Contact Center non ha dato aggiornamenti) ci viene detto che un vigile è intervenuto esaminando i documenti del senza fissa dimora e dicendo che non si può fare nulla. Benchè sia una figura già nota alle forze dell’ordine, benché sia spesso ubriaco e molesto, benché urini sotto i portici e la sua igiene sia connessa al suo stato e benché siano numerose le rimostranze mosse nei suoi confronti negli anni ... poverino, pare possa sostare lì, indisturbato. Il titolare del Centro, davvero di una pazienza e gentilezza eroica, a questo punto, per risolvere la situazione propone di posizionare quale deterrente, ai lati della porta, un paio di vasi alti con piante. E qui arriva l’assurdo che ci fa alzare le mani e ci fa dubitare della credibilità e utilità del nostro operato. La Città non può, o non vuole, allontanare una persona molesta che sosta con tutte le sue masserizie accanto a un luogo privato adibito a uso pubblico, ma può e deve richiedere l’attivazione di una complessa e burocratica pratica di occupazione suolo pubblico che, se il vaso risulta di certe dimensioni (modestissime per altro, 70 cmq.), richiede anche il necessario pagamento. Ma siamo seri?
  • Il vaso già quasi colmo della nostra pazienza si è poi rotto in mille pezzi quando negli stessi giorni abbiamo preso visione dello scempio fatto da qualche idiota che ha riempito di tag la maggior parte delle serrande e dei muri di via Sacchi, in un momento tra l’altro delicato perché alcuni amministratori di condominio, dopo una faticosa rincorsa per convincerli, stavano finalmente accettando di aderire al progetto #Curalavia per ritinteggiare le facciate. A rincarare la dose si è aggiunta la depressione nel ricevere dalle forze dell’ordine la risposta di non poter fare denuncia collettiva come Comitato, in quanto gli esposti sono è presentabili solo dai singoli condomini (previa delibera condominiale… probabilmente) e ...poi... comunque abbiamo compreso che non servirebbe a nulla perché chi mai farebbe una ricerca dei colpevoli per un reato risibile come questo. Risibile per chi?
  • Dulcis in fundo, per rimanere in tema sicurezza e decoro, da mesi due lampioni sotto i portici sono spenti: l’app IREN per segnalare i guasti non funziona più e, nonostante tre telefonate di sollecito, nessuno si è palesato per sostituire le lampade così come non ci risultano interventi straordinari di lavaggio dei portici da parte di Amiat, seppure sollecitati, per risolvere il problema della pulizia e della puzza a causa dell’urina (umana oltre che canina..). Come mai nessuno interviene? E’ giusto contare, sempre e solo, sull’intervento volontario dei residenti?
  • Ed evitiamo di porci altre domande scomode e che ci deprimerebbero ancora di più del tipo: “qualcuno si sta interrogando, in rapporto alla ventilata chiusura del Centro storico, su quali possano essere gli effetti in termini di ingorghi, ricerca parcheggi e smog su via Sacchi, via san Secondo e via Nizza?”.

Insomma, come traspare chiaramente, la stanchezza e la frustrazione che hanno colpito anche le anime più attive e ottimiste del Comitato hanno raggiunto livelli davvero elevati. E le domande senza risposta sono ormai troppe!

Prima di lanciare la spugna vorremmo però almeno provarci un’ultima volta, in primis attraverso le attività di animazione per la fattibilità del progetto #Curalavia, ammesso che gli ultimi accadimenti non facciano desistere quegli amministratori di condominio che si erano resi disponibili.

Abbiamo però bisogno di atti concreti e, soprattutto, solleciti. Solo così possiamo resistere in questa sfidante, a volte sfinente, attività di rilancio e possiamo recuperare fiducia e, più di tutto, continuare a trasmetterla a commercianti e abitanti!

 Grazie per l’ascolto!

 Il Comitato #RilanciamoviaSacchi

Comitato Rilanciamo Via Sacchi
via Sacchi, 40 – 10128 Torino
rilanciamoviasacchi@gmail.com
CF. 97818710010
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