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In questi giorni abbiamo letto su La Stampa un articolo intitolato: Siringhe, sangue e via-vai continuo di tossici: Tossic park ora è alla Crocetta.

Un angolo di disperazione tra corso Sommeiller e via Sacchi: “Qui è uno schifo” a firma di Lodovico Poletto ed anche: Sotto le finestre che furono di Norberto Bobbio a firma di Luigi La Spina. 

Questo angolo di Torino, periferia delle periferie in quanto area incolta ed abbandonata di scarpata di ponte, di fuori sedime binari, fuori passeggio, fuori dalla giurisdizione di chiunque ed abbandonata a se stessa è stata presa quale riferimento da persone che si sentono esse stesse fuori da tutto, fuori dal mondo, fuori dai canoni sociali, fuori da un’esistenza civile. 

Ma sono dentro il perimetro e l’ambito di quella parte di Torino che con la nostra associazione #rilanciamoViaSacchi” stiamo cercando di far uscire da quello stato di abbandono che ultimamente l’aveva caratterizzata.

A ottobre 2016, un gruppo di “innamorati “ di via Sacchi – residenti, professionisti e commercianti – hanno dato vita a un Comitato per far rivivere la ricchezza architettonica e culturale dei Portici e, soprattutto, per sostenere la rinascita commerciale di una via che rischiava di diventare marginale e periferica, sebbene fosse uno dei gioielli di Torino.
“Quando un anno fa, a ottobre 2016, abbiamo dato vita al Comitato per il Rilancio di Via Sacchi, ci siamo dati alcuni obiettivi ambiziosi tra cui attrarre sotto i nostri Portici eventi cittadini di livello che potessero restituire lustro a questo spazio urbano ricco di storia e riportare la cittadinanza a passeggio in questo salotto a cielo aperto, sempre affascinante seppur un po’ impolverato”. 

Molte iniziative cittadine nel frattempo si sono succedute ed hanno avuto modo di coinvolgere la nostra via ed i nostri portici: SaloneOFF durante il Salone del Libro, Portici di carta, Design per la rigenerazione urbana ed altro. Alcune attività stanno riaprendo le vetrine che erano inesorabilmente chiuse da molto tempo: una nuova pasticceria/bar al 50, un ampliamento del centro fisicoterapico riaprirà le vetrine di mail box etc, ha aperto l’informaticheria di Escamotages, l’ex cinema Alexandra è diventato ora luogo di incontro e spettacolo e scuola di circo, sta per spostarsi sotto ai nostri portici anche il centro culturale italo-spagnolo, i dehors sono sempre più frequenti, stiamo operando in sinergia con l’anello di Porta Nuova in accordo con Rilanciamo Via Nizza e Giardino Forbito. Una rinascita pare inizi a germogliare.

Certo non è risolutiva e non riesce a risolvere il problema della scarpata lato ferrovia. Ma il presidio, la presenza di persone che iniziano nuovamente a percorrere la nostra via, grazie anche ai runner che di fianco all’area oggetto del problema svolgono la propria attività sportiva, potrebbero essere azioni utili a contenerlo. Da cittadini cerchiamo di essere presenti. Da soli non possiamo farcela.

In occasione della settimana del Design tenutasi ad ottobre, al dopolavoro ferroviario si sono tenuti alcuni incontri per la rigenerazione urbana e questo tema è stato trattato congiuntamente con i cittadini, dalla nostra associazione, da Contrada e dal Politecnico. Ora occorre dar seguito a tutto quello che è stato trattato in quegli incontri, ma occorre iniziare ad investire in sicurezza, cura ed attenzione. Molto utile sarebbe aggiungere la presenza delle forze dell’ordine, la pulizia quotidiana da parte dell’Amiat dell’area, l’illuminazione al momento assente, l’adozione da parte di cittadini che vogliano trasformare quest’area abbandonata in un giardino curato, come è successo ai giardini di piazza Arbarello.

Diamoci TUTTI (a partire dai rispettivi ruoli, competenze….) da fare e impegnamoci, anche solo un po’, per la cura della nostra Torino. Noi ci siamo.

Comitato Rilanciamo Via Sacchi
via Sacchi, 40 – 10128 Torino
rilanciamoviasacchi@gmail.com
CF. 97818710010
IBAN IT39R0845001002000000003975 per versamento delle quote associative e donazioni